Un convegno per sensibilizzare la città

A Lecco un convegno per sensibilizzare la città sui bisogni comunicativi complessi e l’inserimento di figli e genitori

Sensibilizzare la cittadinanza lecchese sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). E’ questo l’obiettivo che il servizio di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Manzoni di Lecco, in collaborazione con ASPOC (Associazione per lo Sviluppo del Potenziale Cognitivo) e il Comune di Lecco si è proposto di raggiungere con l’incontro che si è tenuto nella mattinata di sabato 16 aprile a Palazzo delle Paure, e vista l’attenta e numerosa partecipazione sembra proprio che ci sia riuscito. Quello di sabato è infatti stato un momento di scoperta per alcuni, ma soprattutto di confronto per i tanti genitori ed educatori che hanno toccato in prima persona questo tema. Avere l’opportunità di approfondire la CAA con diversi esperti del settore e conoscere quale sia la panoramica delle attività e le risorse presenti sul territorio lecchese ha infatti sicuramente aiutato queste persone a continuare a crederci e sperare in un miglioramento progressivo.

Prima di entrare nel vivo della discussione la giornata si è aperta con i saluti dei rappresentanti delle istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, a cominciare dall’assessore alla Cultura di Lecco Simona Piazza: “L’amministrazione deve innanzitutto ringraziare il dott. Domenico Bodega ed ASPOC per tutto il lavoro che da più di dieci anni stanno svolgendo nel lecchese per favorire l’inclusione sociale. Un grazie anche all’ASST Lecco per tutto l’impegno. Grazie perchè l’amministrazione ha condiviso con voi e altri soggetti un percorso di interesse per l’inclusione della persona, iniziato nel 2012 con il progetto di In-Book presso la biblioteca civica di Lecco. L’obiettivo della nostra istituzione è quello di favorire e avvicinare i cittadini, e adattare quelli che sono i servizi alle esigenze delle persone. Solo in questo modo si può rendere più inclusiva la nostra attività e la nostra comunità. Ci auguriamo che da questa esperienza e da questa partecipazione possa esserci un futuro ricco di collaborazioni volto a soggetti che per varia natura si trovano a vivere un momento di difficoltà”.

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